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SEMBRA UN FILM

  • 6 gennaio 2017

Questo post è l’ottavo della mia rubrica MADE IN U.S.A. (della quale sono molto orgoglioso). Si tratta di una selezionatissima collezione di paesaggi e ambientazioni che dimostrano quanto l’America sia un luogo inimitabile. Qui davvero sembra di essere dentro un film, quindi vi consiglio di sedervi comodi e cliccare play. Read more

NATCHEZ BOAT

  • 3 gennaio 2017

Questo è il settimo capitolo della mia rubrica dedita alla condivisione dei miei video amatoriali girati nei 2 viaggi(oni) made in U.S.A. Non è facile trovare le parole giuste per introdurre i video di questo post. Un sogno realizzato, un film già visto ma fino a quel momento mai vissuto, la vera essenza di New Orleans, la musica che ti conquista per forza, il rumore del Mississippi, Proud Mary. Tutto questo è la NATCHEZ BOAT. O meglio The “Natchez” Riverboat – Mississippi River. Amici aprite le orecchie! Read more

NASHVILLE LIVE MUSIC

  • 23 dicembre 2016

Eccomi di nuovo, dopo una piccola pausa, a regalarvi un altro capitolo delle mie storie americane. Nashville è una delle poche città in cui tornerei domani, ma delle sue lodi ne ho approfonditamente parlato in 2 post dedicati. I video che sto per presentarvi riguardano le band live che sono riuscito a riprendere e credo siano un realistico spaccato di quanto si può ascoltare in questa meravigliosa città. Buona visione con questa dose di NASHVILLE live music! Read more

MEMPHIS LIVE MUSIC

  • 26 novembre 2016

Memphis è la città del blues almeno quanto Nashville lo è del country. Qualche mese fa ho già ampiamente argomentato sia l’energia che si percepisce che la musica che si ascolta da quelle parti. Qui, per questa nuova rubrica, darò spazio ai video.  Read more

FINALMENTE IL SOLE

  • 6 novembre 2016

Tutti, sin da piccoli, abbiamo sognato di andare a Memphis, no? Io, come voi, ho trascorso l’infanzia e l’adolescenza guardando e riguardando film e documentari sul mondo del rock’n’roll. Read more

LIVING THE BLUES

  • 25 ottobre 2016

6.000 km, 28 giorni, 10 Stati. Questo è il modesto bilancio delle mie 2 esperienze statunitensi, attraverso Nevada, Arizona, Utah, California, Georgia, Tennessee, Mississippi, Louisiana, Florida e Alabama.  Read more

The white Buffalo

  • 24 agosto 2016

Jake Smith, Matt Lynott e Christopher Hoffee: The white Buffalo. Non sono ancora state inventate le parole per commentare lo spettacolo a cui (purtroppo solamente) un migliaio di persone hanno assistito a Brescia (c/o Arena Sonica) lo scorso 30 Luglio. Ovviamente BANDIT c’era.Read more

Il Boss? Ma di cosa?

  • 7 luglio 2016

Questa è una mia personalissima considerazione sul fenomeno Bruce Springsteen. Tutto questo recente fervore nei suoi confronti mi ha spinto a dargli l’ennesima dimostrazione di fiducia, cosicché ho ripreso ad ascoltare qualcuna delle sue hits, e…Read more

AXL / DC

  • 13 maggio 2016

Ho atteso almeno le prime 2 date per esprimere un parere su una questione musicalmente interessantissima. Parlo del nuovo cantante degli AC/DC: AXL ROSE. Fa ridere vero? A me molto. Read more

UN SALTO NEL BLUES

  • 29 novembre 2015

Avvocato, musicista, autore e compositore. Ti basta? A lui no. Ora è anche scrittore. Sto parlando di mio fratello Salvatore (classe 1966). Queste sono le “etichette” ufficiali, ma ce ne sarebbero molte altre, tra cui “eccellente chitarrista” e “sensei”. Cultore del Blues da prima che io nascessi, Salvatore ha terminato finalmente la sua prima opera letteraria (C.U.E.C. editrice), una vera enciclopedia della musica nera: UN SALTO NEL BLUES, la cui uscita è prevista per il prossimo mese. Un ottimo regalo di Natale. 

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Blackberry smoke

  • 28 novembre 2015

Mi ritengo un amante del southern rock da tempo; ne ho studiato, per giorni e giorni, le peculiarità; ho compreso i trucchi di quel groove, fatto di piccoli ma essenziali gesti tecnici chitarristici.  Quegli accenti messi al posto giusto e incastri musicali che non devono mai sforare nell’hard rock, ma casomai nel country rock. Un genere di musica sul filo del rasoio. Non deve mai essere troppo cattivo ma neanche troppo delicato.

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Tappa n.7: il bilancio del viaggio

  • 15 settembre 2015

Anche questa seconda avventura in USA è terminata con successo (nonostante avrei potuto organizzare meglio alcuni percorsi). In questo post descrivo l’ultima porzione di tragitto e provo a fare il bilancio del viaggio, come faccio sempre. Una cosa è certa, andare in America ti apre la mente e ti fa capire quali sono davvero le cose importanti quando rientri a casa.

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Tappa n.5: il triangolo del Blues

  • 7 settembre 2015

Finalmente! Ero in terza elementare, credo, quando mio fratello di fece vedere il film “Mississippi adventure“. Quella videocassetta l’ho consumata. Suonavo già da mesi ma non sapevo quello che stavo facendo, non conoscevo bene Robert Johnson e tutta la storia. Dopo quel film mi dissi: “prima o poi ci vorrei andare”. Eccomi qui, dopo appena 28 anni di attesa.

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Tappa n.1: Mr Jack Daniel

  • 28 agosto 2015

Passare in Tennessee senza andare a conoscere meglio uno dei simboli del Rock? No, non è possibile; ed eccomi, pertanto, alla fabbrica di Mr. Jasper Newton “Jack” Daniel conosciuto meglio come Jack Daniel. Tappa breve ma obbligata.

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2900 chilometri

  • 18 agosto 2015

Mi hanno chiesto come è stato tornare negli Stati Uniti. Che dire… è stato diverso. Per questo secondo viaggio verso il nuovo mondo ho selezionato mete molto più legate al mondo musicale, rispetto al primo decisamente più turistico (Las Vegas, Grand Canyon, Monument Valley, California). Gli States sono talmente grandi che ogni zona rappresenta un continente a sé, con diverse culture, tradizioni e soundtrack. La particolarità è che per vedere un po’ di roba devi macinare chilometri in macchina e questa volta ce ne sono voluti 2900 circa.

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Il boom del vinile

  • 4 giugno 2015

In principio era il vinile. Mucchi di copertine coloratissime finite in qualche angolo polveroso di una soffitta o di una cantina. Arrivarono poi le musicassette a far respirare di nuovo gli spazi, seguite a ruota dai compact disc, fragili ma rivoluzionari.

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Sultans of swing piace alla gente

  • 30 maggio 2015

Quando una band entra in sala prove per la prima volta per mettere in piedi un repertorio è facile trovarsi a rispondere a domande tipo “facciamo qualche pezzo di Mark Knopfler?” In quel momento il chitarrista e il cantante si guardano impauriti, quasi imbarazzati. Se poi il cantante e il chitarrista sono la stessa persona lo sguardo è rivolto spesso verso terra, come per dire “questi sono pazzi, e mo che cazzo rispondo?” cercando un modo per sviare la conversazione. Sono convinto che ci siano degli artisti per cui non “vale la pena” fare una cover perché anche dopo mille prove non si riuscirà mai a tirar fuori un groove lontanamente simile all’originale o comunque rispettabile. Uno di questi artisti è Mark F. Knopfler.

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James Taylor e il suo fingerpicking elegante

  • 6 maggio 2015

Il 25 Aprile scorso ho finalmente assistito ad uno di quei tanti concerti presenti nella mia lista “persone da vedere prima che scompaiano”; è una roba triste ma, purtroppo, chi come me è appassionato della musica degli anni ’50, ’60 e ’70 deve scontrarsi sempre col “tempo”. L’artista in questione è James Taylor, un cantautore americano che ho iniziato a conoscere e suonare nei primi anni del 2000 grazie ad Antonello Marras (cantautore sardo. L’unico che io conosca in grado di fornirne una degna interpretazione).

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The Silver Bayonets

  • 16 marzo 2015

Ti piace la musica inglese indie-rock? Ebbene, a Londra da qualche anno sta girando una band piuttosto emblematica del genere, The Silver Bayonets, con una line-up piuttosto variegata e un ritmo tutto italiano.

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Jam session

  • 12 febbraio 2015

Per i non addetti ai lavori non è facile dare una definizione di jam session. Ho chiesto a un paio di amici che l’hanno definita in svariati modi: “ammucchiata tra musicisti che non si conoscono bene tra loro, dove ognuno suona per i fatti suoi”, “un insieme di persone che collaborano per creare una cosa unica, anche non musicale”, “fare musica improvvisata tutti assieme”. Ci siamo quasi.

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Grammy 2015

  • 9 febbraio 2015

La scorsa notte sono stati consegnati i Grammy 2015! Il personaggio dell’anno pare essere quel pischello di Sam Smith (disco dell’anno, canzone dell’anno, miglior nuovo artista, miglior album pop vocale), ma vediamo alcune delle categorie più interessanti.

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On the road, forever

  • 4 febbraio 2015

Premetto che non sono un giornalista o un critico musicale, ma mi permetto ugualmente di esprimere il mio modestissimo parere sui dischi recentemente acquistati. L’ultimo acquisto è il CD della band italiana “on the road quartet” ed è con loro che inauguro la rubrica “gente che sa suonare”.

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Sonny Boy

  • 3 febbraio 2015

Per la rubrica “gente che ha scritto la storia del blues”, parliamo un po’ di armonica. In America, sino agli anni ‘70, non era pensabile non avere un armonicista nella propria blues band; era l’elemento distintivo di una grande blues band rispetto a una qualunque blues band.

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John Henry Hammond II

  • 31 gennaio 2015

Vi voglio raccontare la storia di John Henry Hammond II. Ma come chi era? Pensate che senza di lui avremmo dovuto rinunciare alla metà della migliore musica che ora abbiamo l’opportunità di ascoltare. Uno di quei personaggi che stanno dietro le quinte, dietro al palcoscenico, che non si vedono, ma a cui dobbiamo molto. Purtroppo non avremmo occasione di ringraziarlo perchè è morto nel 1987, ma leggete questa storia, vi piacerà.

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Loud music

  • 17 gennaio 2015

Mi sono interessato ad ambiti in cui la musica smette di essere un piacere e assume il ruolo di ingrediente per un clima di terrore. Questo succede, per esempio, a Guantanamo, la struttura detentiva americana all’interno della quale, dal 2002, vengono “ospitati” i prigionieri catturati in Afghanistan e ritenuti collegati ad attività terroristiche.

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Gossip rock: Eric e George

  • 13 gennaio 2015

Vi racconto una storia, un argomento leggero, curioso e per certi versi pazzesco: un po’ di gossip rock! Negli anni ’60 e ’70 non mancava certo l’intrigo sessuale e il pettegolezzo da spiaggia; erano gli anni dei preservativi e dei sedativi: gli eccessi e le cautele si confondevano in letti enormi. Se ci aggiungiamo droghe a manetta e litri di birra, brandy e whisky si capisce come la cosiddetta rivoluzione sessuale fu presa davvero alla lettera.

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Pino Daniele: Neapolitan Power

  • 5 gennaio 2015

E’ inevitabile, in questo giorno di lutto, parlare della grandezza di Pino Daniele, non solo perchè è uno dei pochi napoletani che mi sta simpatico, ma anche perchè è uno dei pochissimi musicisti italiani che apprezzo e ringrazio (oltre a Bennato, Celentano e Little Tony).

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Buon 2015 !

  • 2 gennaio 2015

Ciao a tutti, carissimi amici e lettori. Iniziamo questo 2015, come tutti, con tanti bei propositi. Io ne ho circa mille ma posso renderne pubblico solo uno, il più difficile: il mio primo disco da solista. Alcuni di voi diranno “era ora”, alcuni diranno “as callonisi”, altri non diranno niente.

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John Robert “Joe” Cocker

  • 23 dicembre 2014

Finora il 2014 era andato più o meno liscio, (a parte Paco De Lucia) la Morte ha portato con se solo personaggi a me piuttosto indifferenti per la mia crescita e per il mio percorso musicale. Ma ieri il dramma: John Robert “Joe” Cocker a soli 70 anni.

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Il nome giusto

  • 22 dicembre 2014

Scegliere il nome della band non è mai una roba facile. Quando stai li sul divano a pensare e a scrivere le prime ipotesi vieni ingenuamente portato a pensare che deve essere un nome POTENTE, un nome che descriva il genere di musica della band, un nome in linea con i gruppi rock che ti hanno preceduto, un nome virile, un nome che genera curiosità, ecc.: è impossibile pensare a tutte queste cose.

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Rock’n’roll to survive

  • 22 dicembre 2014

L’anno in cui iniziai a suonare la chitarra, uscì un disco che in qualche modo diede inizio al mio percorso; fu il primo disco di rock’n’roll che studiai dall’inizio alla fine, anche se a quel tempo riuscivo a malapena a suonare qualche accordo. Non si trattava di una gruppo qualunque, ma di una cover band formata da supereroi del rock targato UK che decisero di fare un album, appunto, di rock’n’roll e si facevano chiamare Willie and the poor boys.

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Patto col Diavolo

  • 12 dicembre 2014

Stiamo parlando di musicisti inarrivabili. Quelli che hanno composto e suonato pezzi impossibili da eseguire per l’uomo normale. Quando siamo di fronte a questi prodigi, che oltre al talento insuperabile hanno un qualcosa di misterioso, dobbiamo stare in silenzio, avere paura e ammirazione. Ne conosco almeno 2: Robert Johnson (chitarrista delta blues nato nel 1911) e Nicolò Paganini (violinista, chitarrista e compositore romantico nato nel 1782).

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Southern Renegades

  • 8 dicembre 2014

I Lynyrd Skynyrd sono la mia band preferita di sempre e per sempre. Non credo si possa ascoltare altrove una simile varietà di sonorità: country, blues, rock’n’roll, rock, con tre chitarre (novità assoluta per l’epoca)  sempre a tema e col fraseggio giusto. Non per altro sono la band southern rock per definizione. Li ho conosciuti grazie a un filmone degli anni ’80 con Terence Hill e il figlio, girato in Arizona: “Renegade un osso troppo duro”; e da quando ascoltai la loro cover di Call Me The Breeze (J.J. Cale) non ne potei più fare a meno.

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Prima dei 40 anni

  • 7 dicembre 2014

Faccio riferimento a rockstar morte prima dei 40 anni di vita. Alcuni sono associati a una morte precoce, altri sono più sorprendenti. Naturalmente sono troppe per essere menzionate tutte, pertanto faccio un breve accenno solo a quelle persone che anche per me hanno significato qualcosa.

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La guerra fredda

  • 7 dicembre 2014

Altro che guerra fredda. Il rapporto tra musicista e gestore (di attività dove si organizza musica dal vivo) è sempre stato molto più complesso dei rapporti tra le due più grandi potenze mondiali. Si sono sprecate tante parole per cercare di argomentare il fenomeno e per capire, al termine di ogni conflitto, chi avesse torto o ragione, ma ovviamente non si è mai giunti ad un punto di comune accordo o ammissione di colpa.

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Il rock oltre la musica

  • 29 novembre 2014

Spesso si fa riferimento al rock per giustificare uno stile di vita più o meno trasgressivo. Per i ragazzini milanesi essere “rock” è avere la cresta; per alcuni musicisti italiani essere “rock” significa mettere un distorsore in una canzone; per un mio amico significava avere i jeans strappati.

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Qualità o quantità ?

  • 29 novembre 2014

Tra i non professionisti, c’è una distinzione in termini di obiettivi, tra chi mira alla qualità, cioè fare pochi concerti ma in situazioni degne di questo nome (da tutti i punti di vista), e chi invece punta alla quantità con tutti i rischi del caso: accettando di suonare in situazioni al limite del ridicolo e per compensi assolutamente non adeguati allo spettacolo. I primi li chiamerò “qualitativi”, i secondi “quantitativi”.

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Guerra tra RE

  • 27 novembre 2014

Di recente mi sto nuovamente appassionando agli arresti celebri delle rockstar. Un episodio, in particolare, mi ha incuriosito: si tratta di Jerry Lee Lewis, e ne sono felice! Il 1976 è stato, per Jerry, un anno particolarmente difficile; venne arrestato in uno degli episodi più strani e misteriosi della storia del rock’n’roll. Il 21.11.1976 RE Elvis invitò RE Jerry a fargli vista per il giorno seguente nella sua Graceland, forse perché Jerry aveva di recente compiuto 41 anni.

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Jimi, perdonali

  • 18 novembre 2014

Continuando sul filone Hendrix, a Settembre c.a. è uscito al cinema un film che avrebbe dovuto spaccare; con me ci è riuscito senz’altro, ma da un altro punto di vista. D’altronde chi si aspettava di vedere un film su uno come Hendrix senza vederlo suonare uno dei suoi classici o senza vedere scene di gente sballatissima in situazioni promiscue? Ebbene si! Neanche una canzone originale e nessuna scena che potesse minimamente ricondurre il “tizio degli OutKast” a Jimi; è stato come vedere Sons of Anarchy con i protagonisti in bermuda e infradito.

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